La prima guerra mondiale ha rappresentato il principale anche se tragico evento unificatore dell’Italia dopo l’unità politica e, più in generale, dell’intera storia del nostro Paese. La mobilitazione fu totale, coinvolgendo ogni regione, città, borgo, comunità piccola o grande. Ognuno diede il suo apporto e spesso si trattò di un contributo di sangue senza eguali, superiore anche a quello che si ebbe con la seconda guerra mondiale. Inevitabilmente la memoria e la storia si concentrano sulle rilevanze maggiori, sui grandi eventi bellici, sulle imprese eroiche, le sconfitte e le vittorie. É l’“histoire bataille” a cui si imputa di trascurare molto se non l’essenziale delle vicende occorse un secolo fa. Affinché il Centenario della Grande Guerra divenga un’occasione per coglierne la portata periodizzante sulla società, le comunità, le famiglie, è necessario farne emergere la dimensione capillare e totale. Da questo punto di vista un approccio che coinvolga le organizzazioni culturali italiane e i ricercatori ad essi afferenti, ed in particolare di quelli aderenti all’AICI, in un coordinamento funzionale, ci sembra molto produttivo, anche da un punto di vista didattico.
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